Compost e tecniche di compostaggio

04.03.2012 11:08

 

Compost e tecniche di compostaggio

Il compost (in italiano detto più correttamente “composto”) è un ottimo fertilizzante per i suoli, ricco di sostanza organica e di elementi nutritivi. Può essere vataggiosamente prodotto in proprio, peraltro sfruttando gli scarti della cucina e riducendo così la qualtità di rifiuti solidiorganici generata; negli ultimi anni la pratica del compostaggio casalingo è infatti in costante crescita, per via delle sue importanti implicazioni ambientali e per il vantaggio di ottenere praticamente a costo zero un ottimo prodotto per la cura dell’orto e del giardino.

In questa guida dedicata al compostaggio sono descritti il funzionamento del processo, le tecniche utilizzate, gli impieghi del composto e tutti i vantaggi legati a questa interessante pratica, sia dal punto di vista agricolo che ecologico.

Compost e tecniche di compostaggio

Cos’è il compost

Il compost è una sostanza di natura organica che ha subito un processo di decomposizione, e viene impiegata come fertilizzante ed ammendante del suolo. Il nome “compost” deriva dal termine latinocompositum, che identifica un materiale costituito da elementi di diversa origine.

La produzione del compost può avvenire sia a livello casalingo che più su larga scala mediante procedimenti di tipo industriale. Nel primo caso il compost si ottiene molto semplicemente accumulando rifiuti organici in appositi spazi all’esterno, ed aspettando che la natura faccia il suo corso attraverso processi di trasformazione della sostanza organica; in genere è necessario attendere qualche mese. I processi di produzione industriale comprendono invece diversi passaggi controllati, che vedono innanzitutto la triturazione e preparazione della miscela, cui seguono la bioossidazione (promossa mediante una continua aerazione) e la fase di maturazione vera e propria.

Il processo di decomposizione della sostanza organica è dovuto all’azione di microorganismi come funghi, batteri, lieviti, protozoi ed attinomiceti, e quando avviene in piena terra è ulteriormente stimolato dalla presenza dei lombrichi. Questi invertebrati in particolare, scavando gallerie e digerendo in continuazione la sostanza organica, contribuiscono in maniera significativa all’aerazione della massa ed alla sua trasformazione in compost.

I microrganismi responsabili della trasformazione del rifiuto in compost traggono l’energia necessaria per le loro attività metaboliche dalla sostanza organica, liberando anidride carbonica, acqua, sali minerali e, al termine del processo, creano una massa stabilizzata e ricca di humus ed elementi nutritivi.

Nonostante il compostaggio possa apparire come una pratica degli anni più recenti, questa sostanza era già ampiamente conosciuta ed impiegata dagli antichi romani sin dal I secolo a.C.; all’epoca il processo di compostaggio avveniva semplicemente accumulando sul terreno i resti di cibo ed altro materiale organico sino al sopraggiungere della successiva stagione di semina. Giunto quel momento, le sostanze si erano naturalmente decomposte ed erano pronte per la concimazione delle colture.

Questo utilizzo “artigianale” del compost proseguì sostanzialmente inalterato nelle successive epoche storiche sino agli anni ’20 dello scorso secolo. In questo periodo, e precisamente nel 1921 a Wels in Austria, venne costruito il primo stabilimento industriale per la trasformazione del rifiuto organico in compost.

Il compostaggio, in sostanza, imita la decomposizione che avviene spontaneamente nella lettiera del sottobosco o nel letame; la differenza è che, mentre questi processi in natura avvengono in maniera discontinua e sono legati alla variazione delle condizioni ambientali, nelle compostiere questi sono controllati.

Gli “ingredienti” del compost

Per ottenere un buon compost ed avere ottimali processi di trasformazione è indispensabile che i materiali organici di partenza rispondano a determinate caratteristiche. Poiché il compostaggio avviene ad opera di organismi decompositori aerobici, è indispensabile che la massa sia porosa e presenti un buon grado di aerazione, senza che al suo interno si formino zone anossiche (dove non arriva l’ossigeno). All’interno di questa massa deve essere presente il giusto grado di umidità per consentire lo svolgimento dei normali processi biologici; questa deriva naturalmente dai materiali di scarto impiegati, ma può anche essere fornita dall’uomo oppure giungere attraverso l’acqua piovana. Infine, è indispensabile che all’interno della massa da compostare siano presenti in maniera equilibrata nutrienti come carbonio e azoto, le cui proporzioni relative influenzano l’efficienza del processo di compostaggio.

Quali sono, dunque, i residui di natura organica che possono essere utilizzati per la produzione di compost? Eccoli:

  •   frazione umida dei rifiuti domestici
      scarti e bucce di frutta e verdura, bustine di , fondi di caffè, gusci di uova, gusci di frutta secca
  •   residui vegetali del giardino
      sfalci del pratoerbaccefiori secchi, residui di potatura di siepi ed alberi, fogliame verde o secco.

Fra i materiali utilizzabili per il compostaggio ci sono anche gli scarti di origine animale come residui di pesce o carne; il loro impiego però è consigliato solo in quantità minime dal momento che la decomposizione di questi materiali genera cattivi odori e può attirare sgradevoli ospiti come i ratti.

È bene ricordare che i materiali di scarto contenenti molta cellulosa e soprattutto lignina, come ad esempio i rami potati, la paglia o le foglie secche dovrebbero essere triturati (ad esempio con un biotrituratore) prima di essere compostati e vanno mescolati accuratamente con altri residui umidi più decomponibili dai microorganismi, come ad esempio gli scarti della cucina. Questa omogeneizzazione del materiale è indispensabile per impedire che in certe zone il compostaggio non sia efficiente a causa della scarsa aggredibilità dei materiali di partenza, e al contempo crea un rapporto ottimale fra il carbonio e l’azoto disponibili per i microorganismi.

Possono essere utilizzati per il compostaggio anche materiali come piccole quantità di cenere di legna, la carta non trattata chimicamente e senza inchiostro, il cartone ondulato e tessuti naturali (non tinti) come ad esempio cotone, lino, lana. Anche gli aghi delle conifere possono essere introdotti nella compostiera, ma solo in quantità limitate poiché la loro presenza tende ad abbassare il pH della miscela creando condizioni sfavorevoli per la degradazione microbica.

Alcuni materiali, invece, non possono assolutamente essere messi a compostare:

  •   rifiuti non biodegradabili (materiale plastico, tetrapak, vetro, alluminio, ceramica, carta stampata o trattata chimicamente);
  •   ossa, perché il tempo richiesto per la loro degradazione è molto lungo;
  •   cenere di carbone;
  •   tessuti tinti artificialmente o sintetici.

A livello industriale, gli impianti di compostaggio utilizzano anche altri tipi di rifiuto organico come lettiere di animali erbivori, reflui zootecnici, sfalci derivanti dalla manutenzione del verde urbano, alcuni fanghi e scarti di origine alimentarecartiera o industriale, fanghi di depurazione delle acque reflue urbane, scarti dell’industria del legno, frazioni di rifiuto organico provenienti dalla raccolta differenziata e residui di macellazione.

Compostaggio in casa

Il processo del compostaggio è molto semplice da eseguire a casa propria, e permette di attenuare la pressione sul sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani. La frazione organica della spazzatura normalmente prodotta nelle case è infatti pari circa al 30% del totale, ed è facile immaginare come lo smaltimento del rifiuto residuo diverrebbe più semplice se ogni famiglia praticasse il compostaggio.

Naturalmente non è sempre possibile avere a propria disposizione uno spazio all’aperto, soprattutto per chi abita in condominio; esiste tuttavia l’opzione di collocare delle compostiere condominiali nel giardino (se presente) cui possano accedere tutti i residenti. Ad ogni modo, una compostiera può essere agevolmente collocata in un angolo di giardino, preferibilmente in posizione di mezz’ombra dove in estate sia protetta dall’illuminazione diretta, ma che in inverno sia esposta al sole. Il compost può anche essere prodotto semplicemente accatastando via via il materiale organico in un cumulo o all’interno di una buca scavata nel terreno, ma si consiglia per una questione di ordine e praticità di utilizzare un contenitore idoneo. Esistono molti tipi di compostiere in commercio, con una grande varietà di dimensioni e volumi; per chi ama il fai da te, è possibile anche costruire delle compostiere a casa propria utilizzando materiali di recupero come legno o plastica.

La massa sottoposta al processo di compostaggio deve essere regolarmente rivoltata con un forcone, almeno ogni due o tre settimane, per consentirne l’ossigenazione ottimale e riattivare ed omogeneizzarei processi di degradazione. Nel caso si osservassero fenomeni di compattamento del compost è possibile anche praticarvi dei fori di aerazione con un bastone. Il tutto dovrebbe contenere un grado ottimale di umidità: se è troppo secco il compostaggio rallenta, mentre l’eccessiva umidità riempie gli spazi porosi di acqua e determina l’instaurarsi di processi putrefattivi dovuti all’ambiente anaerobico. Nel primo caso è possibile aggiungere acqua mediante un innaffiatoio o direttamente con la canna da giardinaggio, mentre l’eccesso di umidità deve essere allontanato con un rivoltamento del materiale compostato. È importante che la massa da compostare sia a diretto contatto con il terreno sottostante, al fine di consentire il drenaggio dei liquidi e permettere il passaggio degli invertebrati utili dal suolo del giardino al compost.

Un problema soprattutto legato ai mesi invernali ed estivi è legato alle temperature nella compostiera. I microorganismi infatti presentano un range di temperature nel quale il loro metabolismo è ottimale, e la loro attività progressivamente diminuisce quanto più ci si allontana da questo intervallo. Per mantenere quanto più possibile le temperature idonee, è indispensabile che la compostiera sia isolata dall’ambiente esterno; in questo caso le buche nel terreno sono senza dubbio la migliore soluzione, anche se non sempre attuabili e talvolta poco pratiche.

Al fine di migliorare ed accelerare la maturazione del compost è possibile aggiungere alla massa appositienzimi, disponibili in commercio presso i negozi specializzati, che evitano la formazione di odori sgradevoli e favoriscono la digestione batterica.

Il processo di compostaggio in genere impiega un periodo variabile fra i 6 ed i 9 mesi per il suo completamento, ed il periodo può allungarsi o accorciarsi a seconda che ci si trovi nella stagione invernale o estiva. È possibile iniziare ad utilizzare il compost anche dopo tre o quattro mesi, ma la sua qualità sarà sicuramente inferiore rispetto a quella del compost ben maturo.

Un metodo semplice per accertarsi che il compost ottenuto sia di maturo e di ottima qualità è annusarlo: se il profumo richiama quello tipico del sottobosco, significa che tutto è andato per il meglio. Al contrario, se la massa è maleodorante significa che si sono instaurati processi putrefattivi a causa delle condizioni non ottimali di degradazione. Un buon compost presenta inoltre una consistenza soffice ed un colorescuro. Al termine del processo di compostaggio, il compost raggiunge un peso specifico che oscilla fra i 350 ed i 400 chilogrammi per metro cubo e la sua umidità è variabile tra il 30 ed il 40% circa.

Utilizzi del compost

In giardinaggioflorovivaismoorticoltura ed agricoltura il compost viene ampiamente utilizzato per via della sua azione fertilizzante (apporta infatti azoto, fosforo ed altri elementi nutritivi) e per la sua capacità di arricchire il terreno di sostanza organica (humus, acidi humici). Data la sua origine interamente naturale, il compost è uno dei fertilizzanti base dell’agricoltura biologica e di tutte le pratiche agricole naturali. Spesso il compost viene mescolato ad altre matrici come ad esempio torba, argilla, terra, fibra di cocco, ecc. allo scopo di creare terricci per la coltivazione delle piante: la sua presenza contribuisce infatti a rendere il terreno fertileporoso e ben strutturato.

Il compost non può essere utilizzato in purezza come substrato per la semina, poiché al suo interno possono essere contenute delle fitotossine che inibiscono la germinazione; inoltre tende ad asciugarsi rapidamente, e il contenuto di azoto disponibile potrebbe essere scarso per via della decomposizione incompleta di cellulosa e lignina. Per tutta questa serie di motivi, in genere, nei terreni di coltura il compost viene impiegato in percentuali che non superano il 20-30%.

Il compost svolge inoltre l’azione di bioattivatore del suolo, contribuendo ad aumentarne la biodiversità grazie alla presenza di organismi microbici ed invertebrati.

La distribuzione di uno strato di compost sul terreno è in grado di distruggere i patogeni eventualmente presenti e di far morire le erbe infestanti. Questa azione antimicrobica di contrasto è dovuta alla presenza di batteri mesofili e termofili, anche se va precisato che la formazione dei batteri termofili avviene solo quando il materiale utilizzato per la produzione del compost è particolarmente voluminoso (un metro cubo o più), dal momento che il compostaggio termofilo avviene solo nelle zone più centrali della massa. Il compost prodotto a casa propria, quasi sicuramente, non sarà dotato di questa proprietà antimicrobica (ma comunque possiederà tutte le altre ottime caratteristiche).

Il compost può anche essere impiegato per la pacciamatura, un’operazione che consiste nel ricoprire il terreno alla base delle piante per evitarne l’eccessivo disseccamento durante i periodi più caldi dell’anno. Questo materiale può anche essere impiegato per il controllo dell’erosione e per moltissimi altri usi legati alla sistemazione dei suoli, nonché per le operazioni di bonifica agraria e come copertura per le discariche di rifiuti.

Vantaggi del compostaggio

Negli ultimi anni le politiche di sensibilizzazione sulle tematiche della raccolta differenziata hanno portato all’adozione, in molti comuni italiani, di uno sconto sulla tassa sui rifiuti solidi urbani per le famiglie che praticano il compostaggio domestico. In alcuni casi, alcuni comuni garantiscono agevolazioni o rimborsano interamente l’acquisto della compostiera, oppure la forniscono gratuitamente ai propri cittadini.

Il fatto di avere una compostiera a casa propria inoltre libera dall’incombenza di recarsi presso l’isola ecologica o gli appositi cassonetti per conferire gli sfalci del prato e i vari residui di potatura del giardino o di pulizia dell’orto. Il compost viene sostanzialmente prodotto a costo zero, perciò questa pratica rappresenta un bel risparmio per le spese di manutenzione del verde.

Grazie al compostaggio è possibile ottenere un ottimo fertilizzante ricco di elementi nutritivi, microorganismi utili e sostanza organica. Il compost può essere utilizzato per concimare il giardino e leaiole, nonché per arricchire il terreno dei vasi e delle fioriere. La degradazione della sostanza organica avviene lentamente, quindi il compost rilascia gradualmente al suolo gli elementi nutritivi.

La sostanza organica apportata al terreno dal compost ne migliora significativamente la struttura e laporosità, rendendolo più soffice e permeabile (queste caratteristiche sono fondamentali soprattutto per i suoli ricchi in argilla, che tendono a compattarsi e ad essere impermeabili). La maggiore aerazione del terreno permette lo svolgimento ottimale dei processi microbici nel suolo, come ad esempio l’azotofissazione e la nitrificazione, mentre l’aumento del potere assorbente del substrato fa sì che gli elementi nutritivi vengano trattenuti e non percolino. Un terreno al quale è stato addizionato del compost è inoltre meno soggetto ai processi erosivi.

Ultimo, ma non meno importante, è il fatto che il compostaggio casalingo fa bene all’ambiente perché consente di diminuire significativamente la quantità di spazzatura – si calcola almeno il 30-40% – da convogliare al sistema di raccolta urbano. In questo modo si allunga la vita delle discariche urbane, contribuendo alla riduzione dei cattivi odori e del percolato, sostanza particolarmente dannosa poiché in grado di penetrare in profondità nel terreno e di inquinare le falde acquifere.

Siti internet per approfondire

Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C.)
http://www.compost.it/
Sito del Consorzio Italiano Compostatori, organizzazione senza fini di lucro che si occupa della promozione delle attività di compostaggio, raccolta differenziata e valorizzazione delle biomasse e delle frazioni organiche compostabili dei rifiuti. Il CIC collabora strettamente con diversi Enti pubblici attraverso attività di promozione, sensibilizzazione e coordinamento; sul sito è possibile accedere a un vasto panorama di informazioni sull’attività di compostaggio, con la possibilità anche di consultare una sezione dedicata alle domande frequenti (FAQ) e ad una ricca documentazione tecnica.

Sportello Compost
http://compost.venetoagricoltura.org/
Questo sportello elettronico nasce come punto di riferimento per i produttori e gli utilizzatori del compost in Veneto, ma contiene informazioni utili e dettagliate per tutti coloro che vogliono sapere qualcosa di più riguardo al compostaggio. Sul sito è infatti possibile accedere ad informazioni riguardanti le metodologie produttive, i vantaggi e gli utilizzi del compost, con un approfondimento dedicato alla produzione ed al mercato in Italia.

Letture consigliate

Titolo: Guida al compostaggio e alla concimazione organica
Collana: Linea Bio
Curatore: R. Rogo
Editore: Giunti Editore
Anno: 2005

Titolo: Guida al compostaggio
Autore: Robert Sulzberger
Tradotto da: P. Sarcletti
Editore: Giunti Editore
Anno: 1992
Lunghezza: 112 pagine

Titolo: Il compostaggio hobbistico
Collana: Manuali pratici di Eco-Agricoltura
Autori: Mirco Marconi, Giovanni Ferrari
Editore: Edagricole
Anno: 1997
Lunghezza: 90 pagine

Titolo: Il compostaggio: un valido contributo alla salvaguardi del nostro ambiente
Autori: Paolo Selldorf, Associazione consumatrici della Svizzera italiana, Paolo van der Berge, Associazione agricoltura ecologica della Svizzera italiana, Linda Minoletti, Gianni Bardelli
Editore: Associazione consumatrici della Svizzera italiana

Titolo: Compostaggio. Come trasformare i rifiuti domestici del giardino e della fattoria in ottimo concime
Collana: Quaderni del lunario
Editore: Edizioni del Baldo
Lunghezza: 48 pagine

 

 

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